LA FESTA PER I 30 ANNI DI ASAD BIELLA

SABATO ALLO STADIO POZZO-LAMARMORA LA STAFFETTA 100×1000

Il count down è ormai agli sgoccioli: sabato lo stadio Pozzo-Lamarmora sarà teatro di un compleanno speciale, i 30 anni di Asad Biella.

Un anniversario da ricordare e celebrare per la realtà sociale che dal 1996 promuove la pratica sportiva per persone con disabilità intellettiva, sul territorio biellese e non solo.

L’evento clou del “compleanno” di Asad sarà la staffetta “100×1000, insieme per far correre i nostri sogni”: 100 staffettisti, ognuno per mille metri, copriranno uno dopo l’altro una distanza che sarà fisica ma soprattutto ideale.

Si inizierà alle 7 con il via al primo staffettista e si proseguirà senza soste fino alle 17 con l’arrivo dell’ultimo. Protagoniste aziende e community del territorio, che hanno deciso di “metterci la faccia”, oltre che il proprio prezioso sostegno economico.

Il programma della giornata prevede animazione per bambini, ragazzi e adulti dalle 11 alle 12.30 e dalle 14.30 fino al cerimoniale dei 30 anni che si terrà intorno alle 17.30 con tanti ospiti istituzionali.

I fondi raccolti grazie alla staffetta avranno una destinazione vitale: finanziare le trasferte dei Giochi Nazionali invernali di Ovindoli e di quelli estivi di Lignano Sabbiadoro, dove Asad si presenterà con una delegazione record di oltre 150 atleti. Saranno loro a indossare le nuove divise prodotte dall’azienda V2, con quella scritta, “Since 1996”, che non è solo un dato anagrafico, ma un marchio di fabbrica, una garanzia di impegno costante.

Charlie Cremonte, presidente di Asad fin dalla sua fondazione, parla in modo entusiasta dell’anniversario: «Per capire quanta strada abbiamo fatto non bisogna dimenticare da dove siamo partiti. All’inizio degli anni ’90 il panorama della disabilità intellettiva era profondamente diverso. Ci sembra di parlare di un secolo fa, eppure sono passati solo 30 anni. Allora la persona con disabilità mentale era vista quasi come un oggetto misterioso, un qualcosa che faceva paura. Molte famiglie, non per mancanza d’amore ma per protezione o vergogna, tenevano i figli chiusi in casa. Mancavano le occasioni, mancava l’aria».

Sulla propria strada Asad Biella ha trovato preziosi alleati, un territorio che ha saputo fare rete: dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella alla Provincia, fino al Comune e al tessuto imprenditoriale. Asad ha saputo parlare un linguaggio di concretezza che i biellesi hanno capito e sposato. La nascita di Cascina Oremo nel 2023 rappresenta l’ultimo, straordinario tassello di questo mosaico: una “casa” dell’inclusione dove sport, educazione e sociale convivono in una sinergia che guarda al futuro.

Fondazione CRB anche in questa occasione non ha voluto far mancare il proprio supporto ad Asad, come ribadito dalle parole del presidente Michele Colombo: «Lo sport è un linguaggio universale che abbatte ogni barriera, la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella con ASAD Biella rappresenta un esempio concreto dell’impegno dell’Ente su questo fronte. Con ASAD Biella, le famiglie, gli atleti e i tanti volontari coinvolti abbiamo costruito negli anni un ambiente dove ogni atleta può esprimere il proprio talento. Crediamo fermamente che l’inclusione passi attraverso il campo, dove la diversità diventa una risorsa preziosa per tutta la comunità.

Insieme ad ASAD promuoviamo una cultura sportiva che non lascia indietro nessuno, celebrando il coraggio e la determinazione. Il nostro obiettivo è rendere Biella un esempio di sport senza confini, dove il sorriso di un atleta vale più di ogni traguardo e performance e dove esistono luoghi, come Cascina Oremo, in cui questo obiettivo è condiviso da una comunità educante coesa e determinata. Per me partecipare a questa manifestazione scendendo in campo è un onore e una grande emozione. Continueremo a sostenere queste iniziative perché lo sport inclusivo è la forma più alta di crescita sociale e umana».

30 anni fa Asad Biella ha scommesso su un’idea: che ogni individuo, indipendentemente dalle proprie capacità cognitive, avesse il diritto di essere protagonista della propria vita.

Oggi, guardando quei ragazzi correre, ridere e cadere per poi rialzarsi, la sensazione è che quella scommessa sia stata vinta. Ma la corsa non è finita. C’è ancora un chilometro da percorrere, una barriera da abbattere, un sorriso da conquistare. E Biella, come sempre, sarà lì, a correre al loro fianco.

LA FIRMA DEL PROTOCOLLO TRA CRPO E SPECIAL OLYMPICS

L’ultimo traguardo raggiunto da Asad e dal movimento Special Olympics è stata la firma del protocollo d’intesa tra la Commissione Regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità uomo-donna del Piemonte, CRPO e Special Olympics Italia E.T.S. Team Piemonte.

Lo storico accordo è stato siglato sabato 9 maggio al palazzo della Regione Piemonte, un passo importante nel percorso verso una società più inclusiva e partecipativa, finalizzato a promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva attraverso lo sport. Nasce dalla volontà condivisa di valorizzare lo sport come strumento di crescita personale, partecipazione e benessere, capace di creare relazioni e abbattere barriere culturali e sociali.

La collaborazione tra CRPO e Special Olympics Italia Team Piemonte punta a favorire l’accesso alle attività sportive, sensibilizzare il territorio sui temi dell’inclusione e sviluppare percorsi formativi rivolti a tecnici, educatori e operatori del settore.

 Entusiasta Charlie Cremonte, direttore regionale di Special Olympics: «Questo accordo rappresenta un momento significativo nel percorso di crescita della nostra rete sul territorio piemontese. Il nostro impegno quotidiano è offrire alle persone con disabilità intellettive opportunità concrete di partecipazione, autonomia e inclusione attraverso lo sport. La collaborazione con la Commissione Regionale Pari Opportunità rafforza la nostra capacità di costruire sinergie istituzionali e territoriali in grado di generare valore sociale, culturale ed educativo. Vogliamo continuare a sviluppare progetti che mettano al centro gli atleti, le famiglie e le comunità locali, promuovendo una cultura che riconosca nello sport uno strumento di diritti, dignità e piena cittadinanza».

Il protocollo avrà una durata di tre anni, con possibilità di rinnovo e rappresenta un impegno condiviso volto a rafforzare percorsi concreti di inclusione sociale attraverso lo sport.

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